Sentiero numero 3: Passablù

Itinerario: Daone - Morandino - Passablù di sotto e di  Sopra - Ravizzoli - Ponte della Sombliga
Tempo: 2 ore
Colore: Blu

 Uscendo dall'abitato di Daone, si scende lungo una stradina asfaltata che conduce, attraverso la campagna più o meno utilizzata a coltivazione di patate, alla diga di Ponte Murandin (o Morandino). La strada fin qui percorsa ricalca il vecchio tracciato che si inoltrava nella Valle di Daone, sostituita dal tracciato più in alto realizzato al tempo dei lavori (1954-1959) di costruzione delle dighe. 

Anche qui, come nel tragitto che da Daone va a Praso lungo la via vecchia, la parte a ridosso del paese costituiva un bell'ostacolo, colpa di una salita da affrontare. In questo luogo si trova infatti un capitello con raffigurato nostro Signore che fatica con la Croce: oltre a rappresentazione della religiosità popolare, anche simbolo delle fatiche per chi intraprendeva quel tratto di strada. 
La diga di Ponte Murandin, come già detto, fa parte delle tre dighe (le altre sono quelle di Malga Boazzo e di Malga Bissina) che costituiscono la rete di sfruttamento  idrologico da parte dell'ENEL per la produzione di energia elettrica. La costruzione di tale complesso, fu, negli anni '50, un evento che sconvolse economicamente la situazione locale (lavorarono in valle circa 4.000 operai per più di quattro anni - il paese di Daone ne fa circa 600).
Subito dietro la diga si innalza la cima Lavanech con i suoi prati destinati all'alpeggio estivo; la località, sita ai piedi della parete rocciosa sottostante l'alpeggio, è denominata Ribór. Continuando lungo il tragitto si va a sfiorare Passablù di Sotto per arrivare a Passablù di Sopra, luogo posto sulla strada che, salendo la sponda destra della valle, raggiunge sia Boniprati che Ribór. Da qui si possono vedere i fienili che si trovano sulla sponda opposta della valle oltre alle prime cime del gruppo dell'Adamello, zona conosciuta soprattutto per gli eventi bellici della Grande Guerra.
Lasciati i prati di Passablù di Sopra ci si addentra nel bosco fino a scendere al ponte di Ravizzoli o "Fot dei Tringoi" (ad individuare un'austera località) il quale, dopo la sua realizzazione, ha permesso di andare da Borsone a Ravizzoli, per poi proseguire, accorciando il tragitto rispetto al passato e rendendo possibile il passaggio anche con mezzi pesanti.
Poco più avanti, dopo la galleria si trova Ravizzoli, altra località (insieme a quelle di Passablù) utilizzata per la fienagione. Da qui si scende la vecchia strada che giunge da Borsone per trovare la "calcherà" posta nelle vicinanze del Poste della Somblìga. Questa, al tempo utilizzata per la produzione della calcina, dava il materiale indispensabile per l'edilizia normalmente raro da trovare sul mercato. Ogni località ospitava una o più  calchère proprio per sopperire a tale necessità: tanti esercitavano questa professione artigiana.
Il Pont della Somblìga o più comunemente chiamato Santa Lucia è forse l'unico Ponte che ha conservato la propria caratteristica originale (anche se ristrutturato di recente) con struttura completamente lignea, sia del sostegno e del passaggio sia della copertura.
Saliti lungo la stradina si arriva nell'abitato di Bersone che, al contrario di Daone e Praso, conserva alcuni blocchi di case costruite secondo il vecchio sistema alpino, e cioè l'una a ridosso dell'altra con passaggi a volta tra le stesse. 

Tipologia di luogo
Sentieri e itinerari

Martedì, 24 Giugno 2014 - Ultima modifica: Martedì, 16 Dicembre 2014

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