Nascita

La denuncia di nascita.

Denuncia di nascita, obbligo?

La denuncia di nascita è obbligatoria: deve essere fatta nei termini sotto indicati e serve per dare certezza giuridica all'evento.

Da chi può essere fatta e dove?

La denuncia di nascita può essere presentata, scegliendo fra una delle seguenti modalità:

  • da uno dei genitori o da un loro procuratore speciale (ai sensi dell'art. 30 comma 1 del Dpr 396/2000), presso l'istituto/Ospedale in cui è avvenuta la nascita, entro tre giorni dalla data del parto;
  • da uno dei genitori, davanti all'Ufficiale di Stato Civile del comune di nascita o di residenza dei genitori, entro dieci giorni dalla data del parto nel caso di nascita in costanza di matrimonio;
  • da entrambi i genitori, davanti all'Ufficiale di Stato Civile del comune di nascita o di  residenza della madre (o del padre, se vi è un preciso accordo),entro dieci giorni dalla data del parto nel caso i genitori del bambino non sono sposati. In tale circostanza l’atto di nascita conterrà  anche il riconoscimento di filiazione naturale.

Per gli AIRE, solo presso il Comune di nascita.

Cosa occorre?

  • Documento d'identità/riconoscimento in corso di validità
  • Per denuncia di nascita al Direttore Sanitario non è necessaria alcuna formalità.
  • Per denuncia all'Ufficiale di Stato Civile occorre presentarsi con l'attestazione di assistenza al parto rilasciata dal medico contenente le generalità della puerpera nonché le indicazioni del comune, giorno, ora, luogo di nascita e sesso del bambino
  • I genitori stranieri devono dichiarare anche l'attribuzione del cognome, nome e cittadinanza del nato.

Quanto costa?

Il servizio è gratuito 

Riconoscimento successivo alla dichiarazione di nascita da parte dell’altro genitore  

Se il riconoscimento è di un solo genitore, l’eventuale successivo riconoscimento del figlio minore di 14 anni, da parte dell’altro genitore, può avvenire solamente con l’assenso del primo genitore che ha riconosciuto il figlio.

Il consenso non può essere rifiutato se risponde all’interesse del figlio. Il genitore che intende riconoscere, in caso di diniego del consenso, ricorre al giudice competente.

Il riconoscimento del figlio maggiore di 14 anni non produce effetto senza il suo consenso. 

Attribuzione del cognome

Il figlio riconosciuto acquisisce il cognome del padre se il riconoscimento è avvenuto congiuntamente, o del genitore che lo ha riconosciuto per primo nel caso di riconoscimento in tempi diversi. Se il riconoscimento del padre avviene successivamente a quello della madre il figlio può assumere il cognome del padre anteponendolo, aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre, o può anche mantenere il solo cognome materno: per i minorenni decide il Tribunale ordinario (su istanza di parte), per i maggiorenni decide il figlio riconosciuto.

Sulla base della sentenza della Corte Costituzionale dell'8 novembre 2016, pubblicata il 21 dicembre 2016, n. 286, in caso di accordo consensuale, al momento della nascita i genitori hanno diritto a registrare il neonato con il doppio cognome, con il cognome materno che segue quello paterno.

In assenza dell’accordo dei genitori, resta valida la generale previsione dell’attribuzione del solo cognome paterno.

L’attribuzione del cognome di cittadini non italiani segue la normativa del paese di appartenenza.

 

A chi rivolgersi?

Ufficio Stato Civile del Comune di Valdaone

Responsabile: Marascalchi Antonia

Giovedì, 22 Giugno 2017

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