Descrizione
Progettato dal capitano Adolf Kroneiser, che fu anche direttore dei lavori, venne costruito secondo i criteri propri dello stile "Vogl", perciò dotato di cupole girevoli di acciaio e di corazze per cannoni. Il forte si adatta molto bene al saliente roccioso, è disposto su 4 livelli di quota e presenta pianta irregolare. La parte più alta ospitava magazzini, dormitori e altri locali di servizio. L’armamento del forte era situato nella parte inferiore, con 6 cannoni da 12 cm M 80 erano collocati in casamatta corazzata. Forte Corno era collegato a forte Larino e al fondovalle attraverso un percorso attrezzato lungo la parete rocciosa del Doss dei Morti, disseminato di piccole postazioni in caverna. Rimodernato nel 1909-1910, fu dotato di 3 obici da 10 cm in cupola corazzata girevole e di due osservatori in cupola. Nonostante questi lavori, prima del conflitto fu disarmato perché considerato obsoleto. I suoi cannoni furono portati in postazioni in caverna predisposte nelle vicinanze mentre le cupole trovarono nuova collocazione nella sovrastante località Peschera. Il lager Peschera è un forte ipogeo, interamente scavato in roccia; sul versante opposto della valle del Chiese la difesa era affidata a forte Carriola, possente opera eretta negli anni a ridosso della guerra. Durante il conflitto forte Corno non subì importanti bombardamenti. La Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con i comuni di valle e il BIM del Chiese, ha promosso un progetto di valorizzazione storico-monumentale dello sbarramento di Lardaro. Forte Corno è stato sottoposto da un intervento di tipo conservativo che ha portato alla ricostruzione della copertura originaria con l’utilizzo di un materiale innovativo come la lamiera di Reinzink. L’intervento è stato realizzato sulla base di disegni austriaci dell’epoca e di una dettagliata documentazione fotografica.
Testi di Museo Storico Italiano della Guerra (licenza CC-BY 4.0)